Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re – The Lord of the Rings: The Return of the King è un film colossal del 2003 diretto da Peter Jackson. Adattato dalla terza e ultima parte del celebre romanzo di J.R.R. Tolkien, “Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re” costituisce il proseguimento dei precedenti capitoli, “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello” e “Il Signore degli Anelli – Le Due Torri“, chiudendo in modo epico la trilogia cinematografica. Quest’ultimo film della saga tolkieniana ha segnato una pietra miliare nei record di incassi, guadagnando il prestigioso riconoscimento del Guinness dei Primati. Con un budget di produzione di soli 94 milioni di dollari, ha generato un incredibile incasso mondiale di 1.155.595.040 dollari, stabilendo così un nuovo standard nella storia cinematografica per il successo commerciale.
Il record di umani

Il ritorno del re detiene il record per il più alto numero di corpi umani viventi presenti in un film. Le persone che hanno presenziato in una singola scena sono state 836 senza aver compreso gli animali.
La durata de Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re

Il terzo capitolo della trilogia di Peter Jackson, Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re, si distingue per essere il più esteso, con una durata di 200 minuti nella versione cinematografica, 252 minuti nell’extended version, e 263 minuti nella versione estesa Blu-ray. Quest’ultima, pubblicata nel 2011, presenta un tocco unico includendo nei titoli di coda i nomi di tutti i membri dei rinomati fan club internazionali dedicati alla Terra di Mezzo. Questi appassionati hanno ottenuto il riconoscimento come “produttori associati accreditati” in occasione del lancio in Blu-ray dell’edizione estesa, aggiungendo così 11 preziosi minuti al film. Inoltre è anche il capitolo della trilogia che conta il maggior numero di scene inedite: ben 29, a fronte delle 21 de “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello“ e delle 26 de “Il Signore degli Anelli – Le Due Torri“.
Tolkien

Sulla tomba di Tolkien è presente l’incisione “Beren”, mentre sulla lapide di sua moglie è scolpito “Luthien”, richiamando così la famosa storia d’amore tra un uomo mortale e un’immortale fanciulla elfica.
“Into The West”

La traccia vincitrice dell’Oscar, “Into The West”, assume un significato commovente dedicato a Cameron Duncan, un giovane cineasta amico di Frances Walshe e Peter Jackson, tragicamente scomparso nel 2003 a causa di un tumore alle ossa. La canzone, originariamente concepita come un lamento amaro in lingua elfica cantato da Galadriel per coloro che hanno attraversato il Grande Mare, incorpora diverse espressioni tratte dall’ultimo capitolo de Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re.
Un ricordo indelebile
Al termine delle riprese della trilogia diretta da Peter Jackson, il cast ha deciso di celebrare in perfetto stile Hobbit organizzando una festa memorabile. Durante l’evento, ciascun membro della compagnia ha deciso di tatuarsi il numero 9 in elfico, rappresentando così il numero originario della compagnia. John Rhys-Davies, invece di partecipare di persona al party, ha inviato la sua controfigura.
Alexandra e Sean Astin

La bambina che abbraccia Samwise Gamgee, ne Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re, è interpretata da Alexandra Astin, figlia dell’attore, Sean.