Quando si parla di film d’azione e fantascienza, “Predator” (1987) è un titolo che non può mancare. Diretto da John McTiernan e interpretato da Arnold Schwarzenegger, questo classico del cinema ha lasciato un’impronta indelebile nel genere. Ma dietro la sua realizzazione si celano curiosità e retroscena che rendono la sua storia ancora più affascinante. Ecco alcune delle più interessanti.
Un’idea nata come una battuta
La genesi di “Predator” è alquanto singolare: si dice che l’idea del film sia nata da uno scherzo che girava a Hollywood dopo l’uscita di “Rocky IV”. Alcuni sostenevano che, dopo aver sconfitto ogni avversario terrestre, l’unico rivale rimasto per Rocky Balboa fosse un alieno. Questa battuta si trasformò nella scintilla creativa che portò alla sceneggiatura.
Il design originale del Predator era molto diverso
Il look iconico del Predator non è stato quello inizialmente concepito. Il primo costume, interpretato da Jean-Claude Van Damme, era più simile a un insetto gigante, ma si rivelò un disastro. Fu solo dopo l’intervento del leggendario designer Stan Winston, su suggerimento di James Cameron, che il Predator assunse l’aspetto definitivo con le famose mandibole e il casco da cacciatore.
Jean-Claude Van Damme fu licenziato
Van Damme fu scelto inizialmente per interpretare il Predator, ma abbandonò il set dopo pochi giorni. Si dice che fosse insoddisfatto del ruolo, visto che il suo volto non sarebbe mai stato visibile, e che il costume fosse estremamente scomodo da indossare. Venne quindi sostituito dall’attore e stuntman Kevin Peter Hall, alto più di due metri, che diede al Predator la sua iconica presenza minacciosa.
Schwarzenegger e il cast di muscoli in “Predator”
Il film vanta uno dei cast più fisicamente imponenti della storia del cinema. Oltre a Schwarzenegger, vi erano Carl Weathers (Apollo Creed in “Rocky”), Jesse Ventura (ex wrestler e futuro governatore del Minnesota) e Sonny Landham. Quest’ultimo, considerato imprevedibile, fu addirittura affiancato da una guardia del corpo per proteggere il resto del cast… da lui stesso!
Un set infernale
Le riprese furono estremamente difficili. Il film venne girato nelle giungle del Messico, dove il cast dovette affrontare condizioni proibitive: caldo soffocante, umidità estrema e un’abbondanza di insetti. Schwarzenegger stesso perse diversi chili durante le riprese a causa della dieta forzata e della fatica.
Effetti speciali innovativi
Il camuffamento ottico del Predator, una delle sue caratteristiche più memorabili, fu ottenuto grazie a una tecnica pionieristica per l’epoca. Gli effetti visivi vennero realizzati sovrapponendo più strati di riprese e utilizzando un tessuto rosso (che contrastava con il verde della giungla) per creare l’illusione dell’invisibilità.
“Predator” e il legame con “Alien”
Un’altra curiosità interessante riguarda il legame tra “Predator” e “Alien”. Nel 1990, con “Predator 2”, venne introdotto un easter egg: il teschio di uno xenomorfo all’interno dell’astronave del Predator. Questo piccolo dettaglio fu la base per la futura saga “Alien vs. Predator”, che avrebbe unito i due iconici mostri cinematografici.
Una frase diventata leggenda
La battuta “Get to the chopper!” pronunciata da Schwarzenegger è diventata una delle frasi più iconiche della sua carriera e della cultura pop. Ancora oggi viene spesso citata e parodiata in film, serie TV e meme su Internet.