1. Un film inizialmente sottovalutato dalla Disney
Quando iniziò la produzione, “Il Re Leone” non era considerato un progetto di punta. Gran parte del team creativo della Disney preferì lavorare su “Pocahontas”, ritenendolo un film più promettente. Questo portò il film a essere affidato a un team meno esperto, che però seppe trasformarlo in un successo senza precedenti.
2. Un’ispirazione shakespeariana
La trama di “Il Re Leone” è liberamente ispirata a “Amleto” di Shakespeare. La storia dell’usurpazione del trono da parte di Scar, il senso di colpa di Simba e il tema della vendetta richiamano i conflitti del celebre dramma.
3. Il titolo originale, “Il Re Leone”, sarebbe dovuto essere diverso
Inizialmente, il film doveva chiamarsi “King of the Jungle” (Re della giungla). Tuttavia, si resero conto che i leoni non vivono nella giungla, ma nelle savane, e il titolo fu modificato.
4. L’importanza della canzone “Circle of Life”
La sequenza iniziale con “Circle of Life”, in cui Rafiki presenta Simba agli animali della savana, fu creata quasi come un “esperimento”. Quando i dirigenti Disney videro quella scena, decisero di usarla come teaser trailer del film, senza alcuna modifica. Fu un successo istantaneo.
5. Il casting della voce di Mufasa: una scelta iconica
La voce di James Earl Jones per Mufasa è diventata leggendaria. I registi lo scelsero per il suo timbro imponente e paterno, che conferiva al personaggio un’autorità ineguagliabile. Curiosamente, Jones ha anche prestato la voce a Darth Vader nella saga di Star Wars, un altro personaggio iconico.
6. La risata di Scar e l’improvvisazione di Jeremy Irons
Jeremy Irons, voce di Scar, inizialmente non era convinto di accettare il ruolo. Alla fine, portò nel personaggio un’ironia tagliente, improvvisando alcune battute. La sua risata malefica durante la canzone “Be Prepared” fu ispirata dai classici cattivi del teatro shakespeariano.
7. Un record di incassi e premi per “Il Re Leone”
Con oltre 968 milioni di dollari di incasso mondiale, “Il Re Leone” è stato per anni il film d’animazione di maggior successo di sempre. Ha vinto due Oscar (Miglior Canzone Originale per “Can You Feel the Love Tonight” e Miglior Colonna Sonora) e tre Golden Globe.
8. Una colonna sonora da sogno
La colonna sonora fu composta da Hans Zimmer, con canzoni scritte da Elton John e testi di Tim Rice. Zimmer si ispirò alle sue esperienze personali in Africa per creare la musica, mescolando orchestrazioni tradizionali con ritmi tribali.
9. Le animazioni realistiche degli animali
Per garantire che i movimenti degli animali fossero credibili, gli animatori studiarono il comportamento dei leoni allo Zoo di Los Angeles e guardarono ore di documentari sulla fauna africana. Ogni gesto, da come i leoni camminano a come cacciano, fu riprodotto con precisione.
10. Rafiki e la saggezza della cultura africana
Il personaggio di Rafiki, il mandrillo sciamano, è profondamente radicato nella spiritualità africana. Il suo nome in swahili significa “amico”, mentre molte delle sue frasi, come “Asante sana, squash banana”, sono giocosamente ispirate alla lingua locale.
11. L’influenza di Hayao Miyazaki ne “Il Re Leone”
Alcuni membri del team creativo erano fan del regista giapponese Hayao Miyazaki. Si dice che abbiano preso ispirazione dalla sua opera “Nausicaä della Valle del vento” (1984) per la realizzazione di alcune ambientazioni mozzafiato, come la scena del tramonto sulla savana.
12. Una scena tagliata controversa
Nella prima versione del film, Scar avrebbe dovuto cercare di sedurre Nala, una scena che fu eliminata per non rendere il film troppo cupo e inquietante per il pubblico più giovane.
13. Le improvvisazioni di Timon e Pumbaa
Nathan Lane e Ernie Sabella, le voci originali di Timon e Pumbaa, improvvisarono molte battute che finirono nel montaggio finale. Ad esempio, la celebre frase di Timon durante l’attacco delle iene, “What do you want me to do, dress in drag and do the hula?”, fu totalmente improvvisata.
14. Un successo che ha generato un impero
Oltre al film originale, “Il Re Leone” ha dato vita a sequel, spin-off, una serie TV e persino un musical di Broadway. Quest’ultimo è uno degli spettacoli teatrali più visti di sempre, con una regia visivamente rivoluzionaria firmata da Julie Taymor.
15. Le influenze culturali all’interno de “Il Re Leone”
Molti nomi dei personaggi provengono dal swahili:
Simba significa “leone”.
Nala significa “regalo”.
Pumbaa significa “sciocco” o “ottuso”.
Rafiki significa “amico”.
16. Le iene e la controversia con i biologi
Dopo l’uscita del film, alcuni esperti di fauna selvatica criticarono la rappresentazione negativa delle iene, considerate in realtà animali molto intelligenti e sociali. Alcuni biologi arrivarono persino a boicottare il film.
17. Un cameo nascosto di Topolino ne “Il Re Leone”
Nella scena in cui Timon, Pumbaa e Simba guardano le stelle, si può notare un’easter egg: una costellazione che ricorda la silhouette di Topolino, un omaggio alla mascotte della Disney.
18. L’omaggio a “Bambi”
La scena della morte di Mufasa è spesso paragonata a quella della madre di Bambi nel classico Disney del 1942. Entrambi rappresentano un momento traumatico che segna il passaggio all’età adulta dei protagonisti.
19. Un messaggio universale
Il tema centrale del “cerchio della vita” è stato elogiato per la sua profondità filosofica. Esprime un messaggio universale di equilibrio e connessione tra tutte le forme di vita, ispirato a tradizioni spirituali africane.
20. La magia del doppiaggio italiano
Nella versione italiana de “Il Re Leone”, il cast di doppiatori ha giocato un ruolo fondamentale nel rendere memorabili i personaggi. La voce autorevole e magnetica di Toni Garrani ha dato a Scar un carisma inquietante, perfetto per un antagonista così complesso. Riccardo Rossi ha interpretato Simba adulto, portando calore e determinazione al personaggio, mentre il giovane Simba ha trovato vita grazie all’energia di George Castiglia. Indimenticabili anche le interpretazioni di Ernesto Brancucci (Timon) e Tonino Accolla (Pumbaa), che hanno reso iconica la canzone “Hakuna Matata” con una comicità irresistibile. La cura nella localizzazione ha contribuito a fare del film un successo anche nel pubblico italiano.