“Rosemary’s Baby”, uscito nel 1968 e diretto da Roman Polanski, è considerato uno dei più grandi film horror psicologici di tutti i tempi. Con un intreccio inquietante e una performance magistrale di Mia Farrow, la pellicola ha segnato profondamente la cultura popolare. Ecco alcune curiosità, retroscena e citazioni che rendono questo film ancora più affascinante.
1. Il romanzo che ha ispirato il film “Rosemary’s Baby”
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Ira Levin, pubblicato nel 1967. Polanski si attenne fedelmente al libro, mantenendo anche dialoghi identici. Stephen King ha definito il romanzo “il miglior esempio di horror contemporaneo della sua epoca”.
2. Roman Polanski: il suo primo horror
Sebbene Polanski fosse già noto per il suo talento, “Rosemary’s Baby” rappresentò la sua prima incursione nel genere horror. La sua abilità nel costruire tensione con dettagli minimi ha reso la pellicola una pietra miliare.
3. Mia Farrow e la controversia con Frank Sinatra
Durante le riprese, Mia Farrow era sposata con Frank Sinatra. Tuttavia, il cantante le chiese di abbandonare il progetto per concentrarsi sulla loro relazione. Quando lei rifiutò, Sinatra le inviò i documenti per il divorzio direttamente sul set.
4. Il taglio di capelli di Mia Farrow
Il celebre taglio pixie di Mia Farrow, che diventerà iconico, non fu un’idea legata al film. In realtà, fu realizzato dal famoso stilista Vidal Sassoon poco prima delle riprese. Polanski sfruttò il nuovo look per enfatizzare la vulnerabilità del personaggio.
5. La paura di Mia Farrow verso i topi
Durante le riprese, Mia Farrow scoprì che nell’appartamento utilizzato per le scene interne c’erano dei topi. Polanski sfruttò questa sua paura reale per aumentare la tensione nelle scene più claustrofobiche.
6. L’appartamento Bramford e il Dakota Building
Gli esterni del sinistro appartamento Bramford furono girati al Dakota Building di New York, un edificio già noto per il suo aspetto gotico. Curiosamente, anni dopo, il Dakota divenne tristemente famoso come luogo dell’assassinio di John Lennon.
7. La scena del dessert al cioccolato di “Rosemary’s Baby”
Uno dei momenti più disturbanti del film è quando Rosemary mangia il dessert al cioccolato preparato da Minnie Castevet, che contiene una droga per indebolirla. Mia Farrow dichiarò che la scena fu girata in un’unica ripresa per ottenere una reazione autentica.
8. Ruth Gordon: un Oscar per un ruolo sinistro
Ruth Gordon, che interpretò Minnie Castevet, vinse l’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista. Il suo ruolo di vicina invadente ma diabolica è rimasto impresso nella memoria del pubblico.
9. La colonna sonora inquietante di “Rosemary’s Baby”
La ninna nanna che apre e chiude il film è cantata dalla stessa Mia Farrow. La melodia dolce contrasta con l’orrore della storia, creando un effetto ancora più disturbante.
10. Il diavolo e la scena del concepimento
La scena in cui Rosemary viene violentata dal diavolo è tra le più scioccanti del film. Polanski giocò sull’ambiguità, lasciando allo spettatore il dubbio tra sogno e realtà.
11. La vera gravidanza di Mia Farrow?
Per aumentare il realismo, Polanski consigliò a Mia Farrow di seguire una dieta a base di alimenti poco salutari per apparire più emaciata. L’attrice prese diversi chili durante le riprese, ma molti fan pensano ancora che fosse davvero incinta.
12. Un regista meticoloso
Polanski insistette per girare alcune scene dal punto di vista di Rosemary, limitando la visuale dello spettatore. Questo accorgimento serviva a immergere il pubblico nel suo stato di confusione e paranoia.
13. La maledizione di “Rosemary’s Baby”
“Rosemary’s Baby” è spesso associato a presunte maledizioni. Poco dopo l’uscita del film, la moglie di Polanski, Sharon Tate, fu brutalmente assassinata dalla famiglia Manson. Alcuni credono che il film abbia attirato energie negative.
14. La battuta più famosa
Una delle frasi più ricordate del film è pronunciata da Rosemary quando scopre la verità: “Non è il mio bambino! È il figlio di Satana!”. Questa battuta è diventata un’icona nella storia del cinema horror.
15. Il successo commerciale
Con un budget di soli 3,2 milioni di dollari, “Rosemary’s Baby” incassò oltre 33 milioni, diventando uno dei maggiori successi del 1968. Il suo impatto culturale continua a influenzare il cinema horror contemporaneo.