“Diabolik” (2021), diretto dai Manetti Bros., è un’opera che ha portato sul grande schermo l’iconico personaggio nato dalla mente delle sorelle Giussani. La pellicola ha entusiasmato i fan e suscitato l’interesse di critici e spettatori per il suo stile, l’attenzione ai dettagli e le scelte artistiche. Ecco alcune curiosità e retroscena che arricchiscono la visione di questo progetto tanto atteso.
1. La fedeltà al fumetto originale
I Manetti Bros. hanno dichiarato di voler realizzare un film che fosse il più possibile fedele alla serie di fumetti creata da Angela e Luciana Giussani. Per farlo, hanno adattato il sedicesimo albo, “L’arresto di Diabolik” (1964), considerato uno dei più iconici della saga.
2. Un cast stellare e studiato nei dettagli per “Diabolik”
Luca Marinelli interpreta Diabolik, Miriam Leone veste i panni di Eva Kant, e Valerio Mastandrea è l’inflessibile ispettore Ginko. I registi hanno rivelato che la scelta di Marinelli è stata dettata dal suo sguardo magnetico, perfetto per il personaggio. Miriam Leone, invece, ha lavorato intensamente sul portamento e sull’eleganza per incarnare la raffinata Eva.
3. La location di Clerville
Le scene ambientate nella città immaginaria di Clerville sono state girate principalmente a Bologna e Trieste. Le due città, con la loro architettura retrò e affascinante, sono state trasformate in un mondo senza tempo, perfetto per ricreare l’atmosfera del fumetto.
4. L’attenzione al design per “Diabolik”
Il film riproduce con estrema cura i dettagli del mondo di “Diabolik”: dalle auto d’epoca, come la mitica Jaguar E-Type del protagonista, agli interni ricchi di arredi ispirati agli anni ’60. La scelta cromatica, che alterna toni cupi e colori vivaci, richiama direttamente le tavole dei fumetti.
5. La colonna sonora firmata Pivio e Aldo De Scalzi
I compositori Pivio e Aldo De Scalzi, collaboratori di lunga data dei Manetti Bros., hanno realizzato una colonna sonora che mescola sonorità rétro a elementi moderni. Il tema principale del film è un omaggio alle atmosfere noir che hanno reso celebre Diabolik.
6. Eva Kant: il simbolo dell’emancipazione
Nel film, la figura di Eva Kant è centrale e rappresenta un’icona di indipendenza e forza. Miriam Leone ha sottolineato come il suo personaggio fosse rivoluzionario già negli anni ’60, rompendo gli stereotipi femminili dell’epoca.
7. Camei e omaggi alle sorelle Giussani in “Diabolik”
Nel film, i Manetti Bros. hanno inserito alcuni riferimenti nascosti alle autrici del fumetto. Una targa in una scena riporta il nome “Via Giussani”, un chiaro tributo alle creatrici di Diabolik.
8. La sfida degli effetti speciali
I Manetti Bros. hanno optato per un mix di effetti pratici e digitali, evitando di appesantire le sequenze con un eccesso di CGI. Le scene d’azione, come gli inseguimenti automobilistici, sono state girate in gran parte dal vivo, per conferire maggiore realismo.
9. L’ispirazione al cinema noir e thriller
“Diabolik” si ispira dichiaratamente al cinema noir degli anni ’50 e ’60, con chiari richiami a registi come Alfred Hitchcock. Le luci, le ombre e le atmosfere ricordano film come “Vertigo” e “La finestra sul cortile”.
10. La produzione di “Diabolik” durante la pandemia
Le riprese di “Diabolik” sono state interrotte a causa della pandemia di COVID-19, ma la squadra ha ripreso i lavori con rigide misure di sicurezza. Questo non ha impedito al film di mantenere l’alta qualità desiderata dai registi.
11. La scelta di un finale ambiguo
Come nel fumetto, il finale di Diabolik lascia lo spettatore in un limbo morale. I Manetti Bros. hanno voluto mantenere l’ambiguità del personaggio, fedele al suo essere un antieroe.
12. Una saga che continua
Il successo del film ha spianato la strada a un seguito, annunciato nel 2022. I fan possono aspettarsi un nuovo capitolo che esplorerà ulteriormente la complessa relazione tra Diabolik, Eva Kant e l’ispettore Ginko.
Trailer del film “Diabolik”