Quando si parla della saga di “Mission: Impossible“, si pensa subito a inseguimenti mozzafiato, effetti speciali spettacolari e, ovviamente, alle acrobazie spericolate di Tom Cruise. “Mission: Impossible III“, uscito nel 2006 e diretto da J.J. Abrams, non fa eccezione. Ma dietro le quinte del film si celano storie affascinanti e dettagli curiosi che meritano di essere raccontati.
Un cambio di regia inaspettato
Prima che J.J. Abrams prendesse il timone di “Mission: Impossible III“, diversi registi erano stati considerati per il progetto. Inizialmente, il film avrebbe dovuto essere diretto da David Fincher, noto per “Seven” e “Fight Club“, che voleva dare un tono più cupo alla saga. Tuttavia, lasciò il progetto per divergenze creative. Subentrò poi Joe Carnahan, che lavorò per oltre un anno alla pellicola prima di abbandonarla, sempre per differenze artistiche con la produzione. Alla fine, Tom Cruise scelse J.J. Abrams, che all’epoca era famoso soprattutto per le serie TV “Alias” e “Lost”.
Easter egg
Nel film, su una scrivania, compare un foglio di carta con un piccolo logo del Progetto DHARMA riportante le parole “Lost spoiler” accanto al logo. J.J.Abrams è il creatore di “Lost”.
Carrie-Anne Moss
Carrie-Anne Moss doveva far parte del progetto ma dopo l’arrivo di J.J. Abrams il suo personaggio fu completamente rimosso.
L’acrobazia più pericolosa di “Mission: Impossible III”
Tom Cruise è noto per girare personalmente molte delle scene d’azione nei suoi film, e “Mission: Impossible III” non fa eccezione. Una delle sequenze più pericolose lo vede saltare da un grattacielo a Shanghai senza l’uso di controfigure. L’attore si è allenato duramente per eseguire il salto con precisione, garantendo che la scena risultasse il più realistica possibile.
Il villain che ha lasciato il segno
Philip Seymour Hoffman, nel ruolo del malvagio Owen Davian, è stato uno dei più memorabili antagonisti della saga. La sua interpretazione intensa e minacciosa ha ricevuto elogi dalla critica e dai fan. L’attore ha dichiarato di essersi divertito molto a interpretare un personaggio così spietato, ma ha anche ammesso di non essere un grande esperto di film d’azione, rendendo la sua performance ancora più sorprendente.
Il cameo nascosto di J.J. Abrams in “Mission: Impossible III”
Il regista J.J. Abrams ha inserito nel film un piccolo easter egg che pochi hanno notato. Durante la scena in cui Ethan Hunt (Tom Cruise) si trova in un laboratorio, sul monitor di un computer compare il nome “Rimbaldi”, un riferimento a Milo Rambaldi, personaggio chiave della serie TV “Alias”, creata dallo stesso Abrams.
Riprese in giro per il mondo
“Mission: Impossible III” ha portato la troupe cinematografica in alcune delle location più spettacolari del pianeta. Le riprese si sono svolte a Roma, Berlino, Los Angeles e Shanghai. Una delle scene più iconiche, con Tom Cruise che corre sul ponte di Chesapeake Bay durante un attacco aereo, è stata girata in Virginia.
Le riprese in Italia
Durante la lavorazione del film a Roma, Tom Cruise attraversò il Tevere in motoscafo. Inoltre nella versione originale della pellicola, Tom Cruise e Maggie Q., recitano in lingua italiana nelle scene ambientate proprio a Roma. Infine le scene girate dentro il Vaticano sono in realtà gli interni della Reggia di Caserta.
Il gadget più realistico della saga
Uno degli elementi distintivi dei film di “Mission: Impossible” è l’uso di gadget tecnologici all’avanguardia. In questo capitolo, un’innovazione sorprendente è la maschera iperrealistica utilizzata da Ethan Hunt per camuffarsi. A differenza dei film precedenti, in cui venivano utilizzati semplici effetti pratici, per “Mission: Impossible III” la produzione ha impiegato avanzate tecniche di protesi e trucco digitale per rendere le trasformazioni ancora più convincenti.
Un budget da capogiro
Il film aveva un budget di circa 150 milioni di dollari, una cifra considerevole per l’epoca. L’investimento si rivelò azzeccato, visto che “Mission: Impossible III” incassò oltre 397 milioni di dollari al botteghino mondiale, consolidando il successo della saga e aprendo la strada ai sequel successivi.